80 anni di Design | 1940

1940 - Guerra, rinascita, fama

Distrutta dalla Seconda Guerra Mondiale, la Carrozzeria Pinin Farina riprende l’attività con la produzione della Lancia Aprilia Bilux. L’Italia, sconfitta, è esclusa dal Salone dell’Automobile di Parigi, ma Pinin e suo figlio Sergio partono da Torino alla volta della Francia con due novità, un’Alfa Romeo 6C 2500 S e una Lancia Aprilia Cabriolet, e le parcheggiano di fronte al Grand Palais di Parigi. La mattina seguente rimontano di guardia al Salone e seguitano così fino alla sua chiusura. L’ultimo giorno, il segretario della mostra dice a Pinin: ‹‹Lei se l’è guadagnato un posto di centro, per l’anno prossimo››. ‹‹Per me la guerra sembrò che finisse quel giorno››, ricorda Pinin. La stampa francese scriverà: ‹‹Ce diable de Farina a ouvert son antisalon personnel››. Da quel momento e, con maggiore vigore, con l’inizio degli anni Cinquanta crescono la fama e il successo internazionale di Pinin e della sua industria/atelier.

Pinin Farina crea la Cisitalia 202, prima vettura al mondo entrata a far parte della collezione permanente di un museo d’arte moderna – il prestigioso MoMA di New York – come “una delle otto meraviglie dei nostri tempi”. Definita da Arthur Drexler una “scultura in movimento”, la Cisitalia – realizzata su telaio tubolare e costruita in piccola serie con scocca di alluminio saldata a un’ossatura d’acciaio – ha un’impostazione formale che segna una svolta decisiva nello stile automobilistico. Scrive Pinin: ‹‹Avevo compreso che le vecchie forme erano saltate. Anche l’automobile doveva avere linee pure, lisce, essenziali. Fu un modello che sfuggì fulmineamente dalle mie mani, non dico dalla mia vita. Se ne andò per strade misteriose, verso il suo destino (anche le vetture ce l’hanno, basta frequentare i mercati, i saloni, i musei dell’automobile per rendersene conto)››.