80 anni di Design | 1950

1950 - Dalla dimensione artigianale a quella industriale

Ferrari e Pinin? Non dura. È come mettere due prime donne nella stessa opera”. Così si mormora nell’ambiente automobilistico, agli inizi degli anni ‘50. Ma da quando Pinin ed Enzo Ferrari si incontrano, i loro marchi definiscono, insieme, le più belle auto di tutti i tempi, in una collaborazione in costante evoluzione che dura ormai da più di mezzo secolo. Tutto inizia nel 1951. Ferrari fa sapere a Pinin che vorrebbe conoscerlo e lo invita a Modena. Questi risponde: “Sono dispostissimo a incontrarlo: ma desidererei che venisse prima lui, a Torino”. Gli viene risposto che Ferrari “non si muove quasi mai da Maranello”. La trattativa pare arenarsi. Ma il figlio Sergio trova la soluzione: incontrarsi in territorio neutro. Alla fine si stringono la mano in un ristorante di Tortona: a metà strada tra Torino e Modena. Pinin affida a Sergio la responsabilità dei progetti Ferrari e del mantenimento dei contatti tra le due aziende e i rispettivi uffici tecnici. Già nel 1951 esce la Ferrari 212 e nel 1954 la 250 GT.

Lo stile di Pinin Farina conquista anche il cinema americano: nel film “Sabrina” di Billy Wilder, con Audrey Hepburn, William Holden e Humphrey Bogart, compare la Nash Healey Spider. La vettura, che debutta al Salone di Parigi, disegnata e costruita in Italia per il mercato americano, sottolinea la vocazione internazionale della Pinin Farina. Nel 1952 Pinin ritorna negli Stati Uniti per assistere alla presentazione della Ambassador, da lui disegnata, e della Nash Healey. Viene ricevuto con onori trionfali e grandi manifestazioni di stima: è la prima volta che l’industria automobilistica americana lancia il nome del disegnatore delle vetture. Al Motor Show di Bruxelles 1954 viene esposta la Lancia Aurelia B24 S: la “fuoriserie prodotta in serie”, protagonista del film “Il sorpasso” di Dino Risi, con Vittorio Gassman. È una delle più belle automobili di tutti i tempi che conquista il mercato americano: molti dei 761 esemplari prodotti prendono la via degli Stati Uniti, avviando un significativo flusso di esportazioni.

Il 1955 è l’anno del passaggio definitivo alla dimensione industriale con la produzione dell’Alfa Romeo Giulietta Spider (ben 27.000 esemplari), la “bella signorina” nella definizione di Pinin. Esposta in anteprima al Salone dell’Auto di Torino, ottiene un successo mondiale: il piccolo capolavoro, pensato dapprima per la sola esportazione negli Stati Uniti, viene poi richiesto in tutta Europa. Nello stesso periodo comincia la collaborazione con Peugeot. Nel 1956 inizia la costruzione del nuovo stabilimento industriale di Grugliasco, che verrà ultimato due anni dopo. Al Salone dell’Auto di Torino 1957 viene presentata la Lancia Florida II, una pietra miliare del design i cui elementi stilistici influenzano per molti anni la produzione mondiale. Questa è anche la vettura personale di Pinin Farina: “Mi torna in mente quel costruttore di Detroit, Olds, che viveva e dormiva nella sua automobile. E io abito nella mia Florida”.

È il 1959, nasce “la Ferrari” per antonomasia: la 250 GT a passo corto (Short Wheel Base), archetipo del processo evolutivo tecnico-estetico Ferrari-Pininfarina, connubio di sportività ed eleganza senza tempo. Presentata al Salone dell’Auto di Parigi, verrà prodotta due anni dopo in 200 esemplari. Nel 1960 nasce la Pininfarina X, fusione perfetta della ricerca scientifica con una forma originale e rivoluzionaria: la disposizione romboidale delle ruote e le spiccate caratteristiche aerodinamiche consentono, a parità di potenza, velocità massime superiori e consumi più contenuti. “Nelle fasi di ideazione vedevo due soli rapporti, la macchina e la sua penetrazione nell’aria; per questo ho disegnato certe carrozzerie coraggiose a profilo d’ala” scrive Pinin. Nello stesso periodo esce la Fiat Abarth Monoposto da record: il fascino della velocità pura che guadagna otto primati internazionali e uno mondiale.