80 anni di Design | 1960

1960 - L’eredità di Pinin

Nel 1961, all’età di 68 anni, Pinin lascia l’azienda al figlio Sergio e al genero Renzo Carli. Il Presidente della Repubblica Gronchi autorizza la variazione del cognome della famiglia. “Il 6 giugno mi era giunto il decreto presidenziale che modificava il cognome Farina in Pininfarina per me, i miei figli ed i nipoti. Era un fatto insolito, e nella motivazione si diceva che con il nome Pinin Farina si era affermato all’estero un aspetto dell’industria e dello stile italiano, e che perciò il cambiamento, anzi la fusione del nome con il cognome, valida a tutti gli effetti di legge, sanciva un uso invalso ormai dovunque”. Al Salone di Parigi 1963 debutta la Chevrolet Corvette Rondine, che anticipa la soluzione stilistica delle linee posteriori della Fiat 124 Sport Spider. Al Salone di Torino viene esposta la Pininfarina Sigma, studio di carrozzeria con 14 soluzioni tecniche nel campo della sicurezza, 8 delle quali saranno di uso corrente nella produzione automobilistica del futuro.

Il 3 aprile 1966, a Losanna, scompare Battista Pininfarina. Il figlio Sergio diventa Presidente della Società. Guardando all’esito del lavoro, alla qualità formale del design realizzato dai suoi successori, si direbbe che nulla muta con l’uscita di scena del Fondatore. Le creazioni Pininfarina continuano a essere il risultato di un singolare equilibrio di qualità diverse come la sensibilità al design, il buon gusto, la ricerca tecnica e l’innovazione. Questa vocazione porta all’inaugurazione, sempre nel ’66, del Centro Studi e Ricerche a Grugliasco. Pininfarina concorre così alla definizione di ogni progetto ponendosi come partner coinvolto in tutti gli aspetti, ben oltre il livello della qualità estetica del prodotto. Rimane anche la capacità di intrattenere con i propri committenti rapporti di collaborazione feconda che durano decenni e dai quali nascono diverse generazioni di modelli.

Al Salone di Ginevra 1966 esordisce l’Alfa Romeo 1600 Spider, presto ribattezzata “Duetto”, reso celebre dal film “Il Laureato” con Dustin Hoffman: profondamente rinnovato e con diverse denominazioni è prodotto dalla Pininfarina fino al 1993 in 140.000 unità. Al Salone torinese debutta invece la Fiat 124 Sport Spider: è da subito uno dei maggiori successi costruiti dalla Pininfarina (200.000 pezzi), grandemente esportato nel continente americano. Dalla fiducia nella capacità risolutiva della scienza derivano i grandi investimenti dedicati alla ricerca e all’acquisto di attrezzature e impianti sempre più avanzati. Sul finire degli anni Sessanta sarà l’organizzazione del Centro Calcolo e Disegno attrezzato con le Touching Machines della DEA, un passo decisivo verso il processo di automazione del design che avrà pieno sviluppo nei decenni seguenti.